Un libro che ripercorre il pensiero di un filosofo da molti dimenticato: Giuseppe Rensi. Uno studio ed una riflessione sul tema "La Religione". Il testo è una ripubblicazione di uno scritto del filosofo di Villafranca di Verona studiato e riproposto dal Prof. Antonio Vigilante che ne dedica una pregevole parte introduttiva.
Esiste nelle religioni un'antinomia fondamentale e letale: quella tra religione e spirito religioso. Da una parte le religioni danno sicurezza, promettono paradisi, accarezzano e lusingano l'io, promettono felicità e benessere; dall'altra lo spirito religioso che delle religioni rappresenta l'essenza, esige la rinuncia all'io, il distacco, la povertà e il deserto. Lo spirito religioso opera dunque una erosione dall'interno della religione, che ne fa crollare la rassicurante impalcatura dogmatica. E' questa la provocatoria tesi che Giuseppe Rensi, filosofo scettico, ateo e pessimista, inevitabilmente isolato nell'Italia di Croce, di Gentile e della solida alleanza tra Chiesa e fascismo, presenta in un saggio giovanile che viene qui riproposto. Un saggio che è fondamentale per la comprensione del pensiero religioso rensiano, nel quale ateismo e spiritualità sono armonizzati in un modo che ha confuso critici e studiosi, che ne hanno fatto uno "scettico credente", un credente quasi inconsapevole. In realtà, come mostra il lungo saggio introduttivo di Antonio Vigilante, Rensi è ateo proprio in quanto religioso. Ma La Religione non è importante solo per la comprensione del pensiero rensiano. Esso sviluppa una tesi che vale la pena di riproporre e inserire nel dibattito attuale, poiché molto ha da insegnare sulla labilità dei confini tra fede e laicità, tra coscienza religiosa e protesta ateistica, tra affermazione e negazione di Dio. |